L’acqua come amica fedele: Vincenzo continua a sognare

"Dai una possibilità ai tuoi sogni. Non te ne pentirai. Non sto dicendo che non soffrirai. Non sto dicendo che non fallirai. Sto dicendo che non te ne pentirai." E' citando Paulo Coelho che si può descrivere la storia di Vincenzo, campione di nuoto che affronta la Charcot Marie Tooth e che vuole insegnare, tramite la sua esperienza, il significato di "forza".

Vincenzo Boni, atleta paralimpico che affronta la malattia di Charcot Marie Tooth.
Vincenzo

La prima volta che Vincenzo è entrato nell'acqua aveva solo 6 anni. La piscina per lui, affetto dalla malattia di Charcot Marie Tooth, era il luogo principale in cui svolgere le terapie quotidiane. É infatti una malattia genetica che colpisce i nervi, porta a debolezza e atrofia dei muscoli, che appaiono come “smagriti”, e provoca ridotta sensibilità.

Da quel momento l'acqua è diventata per Vincenzo, napoletano doc, una fedele amica, un luogo protetto in cui sentirsi forte e sicuro di sé. Nonostante i muri fisici della piscina, quel posto offre da subito a Vincenzo l'occasione per superare i limiti fisici e mentali che la malattia spesso mette davanti a lui e a chi lo circonda. “In acqua sei normale. È bello vedere che riesci a fare quello che fuori è più complicato o impossibile. È soddisfacente vedere che rendi quanto o, meglio, di un normodotato”.

Fra vittorie, sogni e determinazione

Da semplice terapia, con il passare del tempo il nuoto diventa per Vincenzo una passione ed una vera e propria disciplina agonistica a cui dedicarsi con devozione, impegno e tanto amore. Inizia la sua carriera presso il Caravaggio Sporting Village, struttura associata alla Federazione Italiana di Nuoto Paralimpico. La corsia numero 1 dello stabilimento di Fuorigrotta, dove si allena ogni giorno, ha raccolto le sue fatiche, i suoi momenti bui, ma anche le tante soddisfazioni e gioie che con il tempo sono arrivate. Nel 2014 arriva la prima medaglia, un bronzo ai campionati italiani estivi di Bari. Vincenzo dal 2017 fa parte del Gruppo sportivo delle Fiamme Oro.

L'acqua c'è sempre stata, non lo ha mai abbandonato. Eccolo oggi a 35 anni in vasca ad allenarsi per partecipare alla sua terza ed ultima paralimpiade a Parigi. L'obiettivo è uno solo: raggiungere anche questa volta il podio, portare a casa un'altra medaglia. Questo è il finale che sogna Vincenzo e per cui si allena ogni giorno.

Vincenzo Boni, atleta paralimpico che affronta la malattia di Charcot Marie Tooth.
Vincenzo con una delle sue medaglie

Di sogni Vincenzo in quasi 10 anni ne ha avverati davvero molti. Ultime, solo in ordine cronologico, le tre medaglie raggiunte ai mondiali di Manchester nel 2023. Tre riconoscimenti in tre lunghezze diverse, argento nei 200 stile libero e due medaglie di bronzo nei 50 dorso e nei 100 metri stile libero. A dimostrazione che dietro c'è un lungo percorso di preparazione e una incrollabile determinazione.

Vincenzo è consapevole che la sua storia può essere da esempio per tanti ragazzi e ragazze che convivono con una disabilità. Non ama che il suo nome sia affiancato dalla parola Eroe, preferisce il termine "insegnante". Una guida per chi fa ancora difficoltà ad accettare le conseguenze della malattia. Ecco perché da alcuni anni è diventato anche Ambasciatore dello sport paralimpico, vuole con la sua storia dare forza a tutti coloro che ancora vivono la disabilità chiusi in casa per paura del mondo e dei suoi limiti.

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