A scuola dai grandi della ricerca

Luca Marini, campione italiano nella categoria MiniGp 80 e fratello di Valentino Rossi, incontra i ricercatori dell’Istituto Telethon di Napoli

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Il talento del campione lo ha scritto nel suo Dna, ma la voglia che ha di aiutare chi è meno fortunato di lui lo fa correre ancora più veloce. Luca Marini è il fratello minore di Valentino Rossi ed è già campione italiano della categoria MiniGp 80.

Grazie a Telethon il ragazzo si è avvicinato alla ricerca scientifica sulle malattie genetiche. Lo ha fatto a modo suo, con un’incursione nei laboratori dell’Istituto Telethon di Napoli per toccare con mano l’impegno nella ricerca su patologie che, nel 70% dei casi, colpiscono in età infantile.

«È stata una grande esperienza – ha raccontato Luca – mi ha colpito l’impegno di tutti i ricercatori. Ho trovato molto interessante fare il giro dei laboratori, ascoltare le spiegazioni degli scienziati, vedere filmati e diapositive. Adesso voglio trasmettere tutto quello che ho imparato a quelli  che mi stanno intorno, a cominciare dai miei compagni di scuola e i miei amici, per allargare poi a tutti coloro che mi seguono attraverso lo sport. È un modo per aiutare la ricerca comunicandone i valori e l’importanza».

Nel corso della visita, come ogni campione che si rispetti, Luca ha scambiato la maglia del suo team con Enrico Maria Surace, un vero campione della ricerca, impegnato con il suo team alla terapia genica sulle malattie dell’occhio.

Luca Marini potrebbe non rimanere un caso isolato, ma aprire la strada ad altri giovani campioni dello sport che potrebbero diventare potenziali ambasciatori della ricerca presso un pubblico di giovanissimi, futuri sostenitori di Telethon, ma farsi anche portavoce dei nostri valori presso le proprie famiglie, nell’ambiente scolastico e tra i propri amici.

«L'auspicio condiviso da tutti i partecipanti – ha commentato Paolo Gallina, referente BNL per Telethon dell’area Umbria e Marche Nord – sarebbe quello di coinvolgere altri giovanissimi di talento nelle varie discipline sportive creando una squadra di “piccoli campioni crescono”, che dovrebbero essere un esempio virtuoso per gli altri ragazzi nel trasmettere valori positivi e la cultura della solidarietà. Luca dovrebbe costituire, insomma, il punto di partenza di questo progetto che potrebbe farci avvicinare soprattutto alle scuole e quindi alle famiglie».

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