Deficit del complesso I della catena respiratoria mitocondriale

Cos'è e come si manifesta il deficit del complesso I della catena respiratoria mitocondriale?

Con questa espressione si intende un gruppo di malattie caratterizzate dalla riduzione dell'attività biochimica di una delle “stazioni” (il complesso I appunto) della catena respiratoria mitocondriale, ovvero di quella fondamentale sequenza di reazioni che consente alle cellule di produrre l’energia per portare avanti tutte le proprie attività.. Si tratta del difetto biochimico più comune a carico della catena respiratoria dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Dal punto di vista clinico, questo gruppo comprende malattie neurologiche con esordio e gravità variabili (da forme fatali neonatali a forme neurodegenerative progressive con insorgenza nell’adulto, tipo malattia di Parkinson), cardiomiopatie infantili molto gravi, miopatie, malattie epatiche, neuropatie ottiche.

Come si trasmette il deficit del complesso I della catena respiratoria mitocondriale?

Il complesso I è l’ elemento più grande della catena respiratoria mitocondriale ed è costituito da almeno 36 diverse subunità, codificate da geni contenuti in parte nel Dna nucleare e in parte nel Dna dei mitocondri. Alterazioni in uno di questi geni oppure in geni codificanti per le numerose proteine coinvolte nell'assemblaggio del complesso possono portare al deficit del complesso stesso: da qui la grande complessità per ricostruire la precisa base genetica di ciascuna forma della patologia. Se il gene alterato si trova sul Dna mitocondriale, la malattia può essere trasmessa ai figli solo dalla madre: al momento della fecondazione, infatti, ciascun nuovo individuo riceve tutti i suoi mitocondri dalla cellula uovo e quindi dalla madre. Se la mutazione colpisce un gene nucleare, invece, si può avere trasmissione autosomica recessiva (i genitori sono portatori sani della mutazione, mentre ciascun figlio della coppia ha il 25% di probabilità di essere malato) oppure, molto raramente, legata all'X (in genere solo i maschi presentano i sintomi, mentre le femmine sono portatrici sane o presentano sintomi più lievi). Tra i geni coinvolti si possono citare: NDUFV1, NDUFV2, NDUFS1, NDUFS4, NDUFAF1, NUBPL, ACAD9, MTFMT.

Come avviene la diagnosi del deficit del complesso I della catena respiratoria mitocondriale?

In caso di sospetto clinico, la conferma diagnostica viene effettuata sulla base di indagini successive di diversa natura: indagini neuroradiologiche, test di laboratorio, biopsia muscolare e cutanea, analisi dell'attività degli enzimi della catena respiratoria, analisi genetica.

Quali sono le possibilità di cura attualmente disponibili per il deficit del complesso I della catena respiratoria mitocondriale?

Non esiste al momento una terapia risolutiva. Alcune forme (es. da mutazioni nel gene ACAD9) rispondono bene alla riboflavina. Il trattamento con cocktail di vitamine, cofattori o antiossidanti può in alcuni casi essere d'aiuto, ma in generale si è rivelato poco efficace. Alcune sostanze hanno dato buoni risultati in modelli animali ed è possibile che vengano avviati a breve test clinici sull'uomo.

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