ENZA MARIA VALENTE

ENZA MARIA VALENTE

Nata a Roma nel 1972, Enza Maria Valente si è laureata in Medicina e chirurgia presso l'Università Cattolica di Roma, dove si è poi specializzata in Neurologia.

Ha conseguito inoltre il dottorato di ricerca (PhD) in Neurogenetica all'Institute of Neurology, presso lo University College of London, occupandosi di disturbi del movimento su base genetica, come la malattia di Parkinson e le distonie.

Attualmente Enza Maria Valente è professore associato di Genetica medica all'Università di Salerno e coordina l'Unità di Neurogenetica dell'Istituto CSS-Mendel di Roma. La sua attività di ricerca si focalizza su due principali gruppi di patologie: i disturbi del movimento e le atassie congenite. In entrambi i settori ha stabilito numerose importanti collaborazioni nazionali ed internazionali.

«Sono un ricercatore perché credo nel coraggio di cambiare, di mettersi alla prova, di inventare un nuovo progetto ispirato semplicemente da un’idea, un articolo, un paziente, un collega; credo nel lavoro sistematico, nell'impegno e nell'entusiasmo necessari per farlo poi crescere fino a produrre risultati; credo nello spirito di gruppo, nella condivisione, nel rispetto profondo di tutti, dai più esperti ai più giovani; credo nel futuro, e nel grande potenziale che tutti noi abbiamo per contribuire a migliorarlo; credo che tutto questo possa essere fatto anche in Italia, e che il modo migliore per farlo sia con un bel sorriso».

«Sono un ricercatore perché credo nel coraggio di cambiare, di mettersi alla prova, di inventare un nuovo progetto ispirato semplicemente da un’idea, un articolo, un paziente, un collega; credo nel lavoro sistematico, nell'impegno e nell'entusiasmo necessari per farlo poi crescere fino a produrre risultati; credo nello spirito di gruppo, nella condivisione, nel rispetto profondo di tutti, dai più esperti ai più giovani; credo nel futuro, e nel grande potenziale che tutti noi abbiamo per contribuire a migliorarlo; credo che tutto questo possa essere fatto anche in Italia, e che il modo migliore per farlo sia con un bel sorriso».

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