Alessandro Florenzi #presente anche per Niccolò

Il giocatore dell'As Roma, ambasciatore Telethon, non si sottrae all'appello in favore della ricerca sulle malattie genetiche rare.

In campo contro le malattie genetiche rare

Il giocatore dell'As Roma ha scelto di rispondere all'appello delle persone con una malattia genetica rara.Fai come lui, rispondi #presente!

Quando e come hai conosciuto Fondazione Telethon?

«Conoscevo sin da piccolo l’attività di Telethon ma devo dire che il mio rapporto con la Fondazione è cambiato radicalmente dopo aver incontrato alcuni bambini a Trigoria. La Roma è impegnata da diversi anni al fianco di Telethon e così ho potuto toccare con mano l’effetto che fa ospitare a Trigoria questi fantastici bambini con le loro famiglie».

Hai incontrato alcuni bambini affetti da malattie genetiche. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

«È stata un’esperienza pazzesca. Li vedi arrivare al centro sportivo carichi di energia positiva, spesso sono anche nostri grandi tifosi, ma la cosa straordinaria è che dopo gli incontri i ruoli si invertono: siamo noi calciatori che diventiamo loro tifosi».

La campagna di quest’anno di Fondazione Telethon ruota attorno al concetto di #presente. Tu hai scelto di rispondere presente all’appello della ricerca sulle malattie genetiche, diventando ambasciatore di Fondazione Telethon. Vuoi fare un appello ai tifos

«Mi auguro che i tifosi e gli sportivi aderiscano alla campagna di Telethon. Perché regalare una speranza a un bambino è il gol più bello. E lo possiamo realizzare tutti insieme».

#presente per Niccolò

Niccolò è un piccolo vulcano di energia e simpatia. A detta di mamma Alessia è un bambino “che non riesce mai a stare zitto”, un fiume in piena di parole e di passioni: per la musica e Renato Zero e per il calcio e Francesco Totti. Ma la vitalità di Niccolò è sempre sotto attenta osservazione della sua famiglia, perché Niccolò ha l’emofilia B, una malattia del sangue che lo espone al rischio continuo di ematomi, lesioni ed emorragie.

Quando è ancora piccolo, tutti gli spigoli di casa vengono coperti, il bimbo trascorre le sue giornate con le ginocchiere ed Alessia diventa sempre più ansiosa. Ma piano piano, seguendo la profilassi e abbandonando le angosce, Niccolò comincia a vivere con consapevolezza la sua malattia e la famiglia ritrova la tranquillità.

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