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Cos'è e come si manifesta la sindrome di Griscelli? 

La sindrome di Griscelli è una rara malattia ereditaria caratterizzata da difetti nella pigmentazione della cute e dei capelli (albinismo parziale). Ne esistono tre diverse forme. La forma 1 (GS1) è associata anche a problemi neurologici come atassia, ritardo mentale e convulsioni, che insorgono tra il primo e l’undicesimo anno di età. Recentemente si è visto inoltre che GS1 coincide con quella che finora era nota come sindrome di Elejeide. La forma 2 (GS2) è associata invece a un’immunodeficienza, a causa di un difetto nel funzionamento di alcuni linfociti e un’attivazione incontrollata di alcune cellule del sistema immunitario (macrofagi e linfociti T) nota anche come sindrome emofagocitica. Nel caso della forma 3 (GS3) non si riscontrano invece altre manifestazioni cliniche.

Come si trasmette la sindrome di Griscelli? 

La sindrome è causata da mutazioni che inattivano rispettivamente i geni MYO5A (GS1), RAB27A (GS2) o MLPH (GS3), tutti coinvolti a vario titolo nel trasporto della melanina, il pigmento della pelle. Non è ancora chiaro, nel caso della forma 1, come mai si sviluppino i difetti neurologici: tuttavia, negli ultimi anni è emerso come il gene coinvolto abbia un ruolo fondamentale nei processi mnemonici e di apprendimento e nello sviluppo del cervelletto. Qualunque sia il gene coinvolto, la sindrome si trasmette con modalità autosomica recessiva: se in una coppia entrambi i genitori sono portatori sani di una mutazione, a ogni gravidanza si ha un rischio del 25% di generare figli affetti, il 50% di possibilità di avere figli portatori sani e il 25% di avere figli sani non portatori.

Come avviene la diagnosi della sindrome di Griscelli? 

La diagnosi si basa sulle manifestazioni cliniche, sull’esame microscopico della struttura dei capelli e sull’analisi dell’attività di alcune cellule del sistema immunitario nel caso della GS2. I pazienti con mutazioni nel gene MYO5A associano all’ipopigmentazione un deterioramento neurologico, precoce e grave, ma non mostrano anomalie immunologiche. Queste indagini poi vengono ulteriormente raffinate con la diagnosi molecolare e la ricerca di mutazioni a carico degli specifici geni. È inoltre disponibile la diagnosi prenatale.

Quali sono le possibilità di cura attualmente disponibili per la sindrome di Griscelli? 

La prognosi a lungo termine dei pazienti affetti in genere non è buona. Per i pazienti affetti dalla forma 1 non è disponibile alcun trattamento specifico, ma soltanto una terapia a base di corticosteroidi, anticonvulsivanti e antipiretici che però non prevengono la morte precoce dovuta a severe disfunzioni neurologiche. La forma 2, invece, può essere controllata con un trattamento immunosoppressivo a base per esempio di ciclosporina, ma alla lunga può risultare fatale se non si interviene in maniera risolutiva con il trapianto di midollo osseo.

Ultimo aggiornamento

05.02.12

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