MARTA SERAFINI

MARTA SERAFINI

Nata a Carate (MB) nel 1972, Marta Serafini si è laureata in Chimica e tecnologia farmaceutiche all'Università di Milano ed ha inizialmente lavorato presso l'Istituto di Ricerche Farmacologiche M.

Negri, dove si è anche specializzata in Ricerca farmacologica. Dopo un periodo di ricerca all'estero, prima presso la British Open University di Londra, poi negli Usa all'Università del Minnesota, è rientrata in Italia per lavorare al Centro di ricerca Tettamanti dell’Ospedale San Gerardo di Monza, dove successivamente ha potuto creare un proprio gruppo di ricerca indipendente grazie al programma carriere Telethon Dulbecco. Insieme al suo gruppo, Marta Serafini studia come sviluppare terapie a base di cellule staminali per migliorare il danno osseo in malattie genetiche come la mucopolisaccaridosi di tipo 1.

«Durante il corso di studi universitario, ho svolto una lunga attività di volontariato (associazione ABIO) con i bambini ricoverati presso il centro di ematologia pediatrica dell'Ospedale San Gerardo di Monza. Grazie a questa esperienza molto forte ho iniziato a pensare seriamente a come poter dare il mio contributo per aiutare questi piccoli pazienti e le loro famiglie. Da qui è partito il mio percorso formativo nell’ambito della ricerca scientifica applicata a patologie pediatriche e devo dire che, ancora oggi, nei momenti lavorativi duri, faccio un giro in reparto per ritrovare la giusta grinta per andare avanti».

«Durante il corso di studi universitario, ho svolto una lunga attività di volontariato (associazione ABIO) con i bambini ricoverati presso il centro di ematologia pediatrica dell'Ospedale San Gerardo di Monza. Grazie a questa esperienza molto forte ho iniziato a pensare seriamente a come poter dare il mio contributo per aiutare questi piccoli pazienti e le loro famiglie. Da qui è partito il mio percorso formativo nell’ambito della ricerca scientifica applicata a patologie pediatriche e devo dire che, ancora oggi, nei momenti lavorativi duri, faccio un giro in reparto per ritrovare la giusta grinta per andare avanti».

MARTA SERAFINI Ricercatore

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