Giocando si impara: nei parchi italiani per diffondere l’inclusione

Giocando si impara: nei parchi italiani per diffondere l’inclusione

Il progetto, ideato da Uildm, si propone di difendere il diritto al gioco realizzando strutture inclusive, giostre e altalene accessibili, in cui la disabilità non sia un ostacolo al divertimento dei bambini

Storie

Giocare è un diritto, sancito sia dalla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità sia dalla Convenzione Onu sui diritti del fanciullo. Eppure non sempre questa tappa, fondamentale nel processo di crescita, riesce a concretizzarsi. Basta andare in un qualsiasi parco giochi della nostra penisola per rendersi conto che le giostre, le altalene e tutti gli altri giochi presenti il più delle volte non sono adatti ai bambini disabili. Negli 8000 comuni, che compongono l’Italia, sono solo 350 i parchi inclusivi.

L’assenza di strutture ludiche adeguate a tutte le necessità ha spinto la Uildm (Unione Lotta alla Distrofia Muscolare), tra le Associazioni Amiche di Fondazione Telethon, ad ideare nel 2017 il progetto “Giocando si impara” per sostenere e difendere il diritto al gioco dei bambini, che sono costretti a convivere con una disabilità fisica o intellettiva. Grazie ai fondi raccolti nel corso dell’anno e alla collaborazione con le istituzioni locali, l’Associazione è riuscita nel 2018 ad acquistare, trasportare ed installare giostre, altalene e altri giochi accessibili e fruibili da tutti. Si è iniziato con l’inaugurazione del parco giochi, accessibile e inclusivo, dei Giardini Montanelli a Milano. Si è passati poi all’inaugurazione di un’altalena inclusiva, con il suo pavimento smorza cadute e 2 pannelli ludici sensoriali al Parco Pertini di Arezzo. Ultima, ma solo per il momento, l’inaugurazione a Milano del parco giochi di Villa Finzi, 280 mq con pavimentazione anti-trauma colorata e 11 giochi completamente accessibili. Ma la realizzazione di strutture ludiche inclusive non finisce qui. Nei prossimi mesi “Giocando si impara” arriverà con i suoi giochi adatti a tutti anche a Gorizia, Parma, Vicenza, Pesaro-Urbino e Milano.

«La prima volta che sono salito su un’altalena accessibile ho pensato: se mi diverto io, figurati un bambino di 5 anni - spiega Marco Rasconi, Presidente di Uildm - Così abbiamo deciso di dar vita al progetto “Giocando si impara”. Non basta però regalare le giostre e i giochi, bisogna che i bambini capiscano anche che questi sono un bene di tutti, per poterli rispettare. Per questo da settembre abbiamo ampliato l’iniziativa con gli incontri nelle scuole. La diversità spinge chiunque ad alzare delle barriere, soprattutto quando si comincia a crescere, ecco perché dobbiamo far capire ai bambini e ai ragazzi che questa altro non è che un pezzo di cui si compone il mondo. Solo così potranno inglobare la diversità nella loro quotidianità ed avere un atteggiamento inclusivo verso le differenti realtà che li circondano».

“A scuola di inclusione: giocando si impara”, realizzato grazie alla vincita del bando “unico” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali previsto dalla riforma del Terzo settore, prevede la collaborazione e il lavoro in rete di una serie di soggetti attivi tra cui le 66 sezioni di Uildm, 17 amministrazioni locali e gli studenti di 17 scuole sul territorio italiano. Oltre all’installazione di nuovi giochi accessibili nei comuni aderenti, il progetto prevede anche una serie di incontri con bambini e ragazzi tra i banchi di scuola. In queste circostanze l’Associazione avrà la possibilità di sensibilizzare le nuove generazioni sul tema della disabilità, proprio lì dove troppe volte ancora, per paura o scarsa conoscenza, si tende a vedere la diversità come un limite e non come una ricchezza.

«Quando abbiamo dato vita al progetto “Giocando si impara” le prime giostre ci sono state regalate, poi con il passare del tempo ci hanno chiesto di regalarle, spero quindi che prima o poi si arrivi al momento in cui ci chiederanno come regalarle. Vorrebbe dire che le comunità locali hanno finalmente scelto di essere inclusive. Sarebbe bello vedere in ogni città una giostra o un parco accessibile». Giocando si impara ad accettare sé stessi e gli altri con i propri limiti e le proprie qualità. Giocando si impara ad essere autonomi, ma allo stesso tempo a stare in gruppo. Giocando si impara a crescere e a diventare adulti consapevoli.

Per rendere sempre più salda ed efficace la rete delle Associazioni amiche abbiamo scelto di condividere i progetti di successo, realizzati dalle organizzazioni vicine alla Fondazione, sui nostri spazi web. Vogliamo mettere a fattor comune idee e processi vincenti, da cui trarre ispirazione e nuovo entusiasmo. Fondazione Telethon dà visibilità ai progetti delle singole Associazioni, nati con l'obiettivo di migliorare la qualità di vita dei pazienti con una malattia genetica rara. Vogliamo così stimolare il confronto e la possibilità per tutti di entrare in contatto con le Associazioni o richiedere approfondimenti in merito alle iniziative raccontate.

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