La ricerca condotta presso i nostri Istituti ha individuato promettenti strategie terapeutiche per combattere alcune malattie. Questi risultati derivano da anni dedicati allo studio dei meccanismi alla base delle malattie genetiche e allo sviluppo di forme terapeutiche innovative. La ricerca clinica di Fondazione Telethon vuole essere la risposta concreta a tutti i pazienti che attendono una cura.

Terapia immessa sul mercato

L'ADA-SCID è una delle prime malattie ereditarie sulle quali la terapia genica ha dato buoni risultati, è dove siamo stati pionieri e visionari.
Le ricerche condotte presso l'Istituto San Raffaele-Telethon di Milano hanno portato a sviluppare un'efficace terapia genica per contrastare questa grave malattia da immunodeficienza che si manifesta fin dai primi mesi di vita del bambino sotto forma di infezioni ricorrenti e aggressive. La terapia sperimentale, somministrata a pazienti provenienti da tutto il mondo, ha dimostrato di essere sicura e in grado di ripristinare le funzioni del sistema immunitario. Grazie a un accordo stipulato con GlaxoSmithKline, gli eccezionali risultati ottenuti dai ricercatori dell'Istituto San Raffaele-Telethon per la Terapia Genica di Milano hanno dato origine a una cura oggi disponibile sul mercato con il nome di Strimvelis, la cui licenza ora appartiene a Orchard Therapeutics LTD.

Sperimentazione clinica

La leucodistrofia metacromatica è una malattia neurodegenerativa molto grave. In questo caso, la terapia genica sta superando le nostre aspettative più ottimistiche. Grazie alle ricerche condotte presso l'Istituto San Raffaele-Telethon di Milano, nel 2010 è stata avviata una sperimentazione clinica che ha coinvolto pazienti provenienti da tutto il mondo e affetti da questa grave malattia genetica. Altri pazienti sono stati trattati nell'ambito di un programma di accesso allargato. È in corso un nuovo studio con una formulazione crioconservata. La leucodistrofia metacromatica causa la perdita graduale di tutte le capacità cognitive e motorie. Finora, la terapia genica ha dimostrato di poter prevenire in sicurezza l'insorgenza di questa malattia. Se questi risultati saranno confermati nel tempo, grazie a un accordo stipulato inizialmente con GlaxoSmithKline e ora con Orchard Therapeutics LTD riusciremo a rendere questa terapia disponibile per i pazienti di tutto il mondo.

Questa rara malattia da immunodeficienza colpisce i soggetti maschi e si manifesta fin dai primi mesi di vita. Grazie alle ricerche condotte presso l'Istituto San Raffaele-Telethon di Milano, nel 2010 è stata avviata una sperimentazione clinica che ha coinvolto pazienti provenienti da ogni parte del mondo e affetti da questa malattia da immunodeficienza, caratterizzata da infezioni ricorrenti e aggressive, tendenza a emorragie, tumori ematici e autoimmunità. Altri pazienti sono stati trattati nell'ambito di un programma di accesso allargato. I primi risultati sono stati molto incoraggianti. Finora la terapia genica ha dimostrato di poter ripristinare in sicurezza le difese immunitarie di questi pazienti. Se questi risultati saranno confermati nel tempo, grazie a un accordo stipulato inizialmente con GlaxoSmithKline e ora con Orchard Therapeutics LTD riusciremo a rendere questa terapia accessibile ai pazienti di tutto il mondo.

La talassemia è una delle malattie ereditarie più frequenti, in maniera particolare nel bacino del Mediterraneo. Grazie alle ricerche condotte presso l'Istituto San Raffaele-Telethon di Milano, nel 2015 è stata avviata una sperimentazione clinica che ha coinvolto i pazienti con un difetto ereditario dell'emoglobina. L'unica cura finora disponibile per questi pazienti è il trapianto di midollo osseo (non sempre possibile) o la trasfusione (cui il paziente deve sottoporsi regolarmente, assumendo contemporaneamente farmaci per prevenire gli effetti tossici dell'accumulo di ferro). Lo studio coinvolge pazienti sia adulti che bambini. Se questa terapia sarà ritenuta sicura ed efficace, Orchard Therapeutics LTD si impegna a renderla disponibile per i pazienti di tutto il mondo.

La mucopolisaccaridosi di tipo 1 è una malattia metabolica che interessa i neonati e colpisce vari organi, tra cui l’apparato scheletrico e il cuore.
Le ricerche condotte presso l'Istituto San Raffaele-Telethon di Milano hanno permesso di sviluppare in laboratorio una terapia genica in grado di correggere il difetto genetico alla base di questa condizione. L'unica cura finora disponibile è il trapianto di midollo osseo. Tuttavia, la sua efficacia è solo parziale. La sperimentazione clinica sui pazienti è iniziata nel 2018.

Si tratta di una malattia estremamente rara, che colpisce soprattutto lo scheletro, gli occhi e il cuore dei neonati. Attualmente l'unica cura disponibile è la terapia enzimatica sostitutiva, che non è del tutto efficace. Le ricerche condotte presso l'Istituto Telethon di Pozzuoli, hanno portato a sviluppare in laboratorio una terapia genica che potrebbe correggere il difetto genetico alla base di questa malattia. Nel 2017, in collaborazione con l'ospedale universitario Federico II di Napoli, è iniziata una sperimentazione clinica su pazienti, con risultati positivi.

Questa malattia metabolica causa un ritardo nello sviluppo psicomotorio. Le terapie attualmente disponibili comprendono una dieta chetogenica e la somministrazione di tiamina e dicloroacetato. I ricercatori del Tigem di Pozzuoli hanno recentemente dimostrato le potenzialità terapeutiche di un altro farmaco, il fenilbutirrato, che riesce ad aumentare l'attività residua dell'enzima di cui questi pazienti sono carenti. Per testare questa ipotesi è stato avviato uno studio clinico pilota: il reclutamento è attualmente in corso.

Sviluppo preclinico - Fase avanzata

Questa malattia metabolica, detta anche malattia di Pompe, colpisce i muscoli, indebolendoli e compromettendone la funzionalità. L'unica cura attualmente disponibile consiste nella somministrazione periodica dell'enzima mancante. Nel 2011, Telethon ha finanziato una sperimentazione clinica presso l'Università Federico II di Napoli per migliorare l'efficacia della terapia enzimatica attualmente disponibile per questa malattia. I ricercatori del Tigem sono riusciti a identificare uno specifico adiuvante farmacologico in grado di proteggere l'enzima artificiale e migliorare la sua capacità di raggiungere i muscoli colpiti. I risultati della sperimentazione hanno dimostrato che nella maggior parte dei pazienti pediatrici trattati, la terapia combinata ha aumentato l'attività dell'enzima sostitutivo nel sangue.

La sindrome di Stargardt è una malattia ereditaria dell'occhio che porta alla graduale perdita della vista. Purtroppo non esiste una cura efficace, e l’esito inevitabile è la cecità. I ricercatori dell'Istituto Telethon di Pozzuoli stanno sviluppando una terapia genica per dare ai pazienti una versione funzionante del gene difettoso. Date le dimensioni del gene, si tratta di un compito particolarmente impegnativo. I primi risultati in un modello animale sono molto incoraggianti e potrebbero essere trasferiti alla medicina umana entro pochi anni.

Questa malattia metabolica è caratterizzata da un grave e rapido deterioramento delle funzioni cognitive.
Al momento non esistono cure efficaci, ma i ricercatori del Tigem di Pozzuoli stanno conducendo studi in laboratorio per ideare una terapia molecolare in grado di ripristinare la proteina mancante nel sistema nervoso.

La retinite pigmentosa è una malattia ereditaria che colpisce gli occhi e provoca una graduale perdita della vista. Attualmente non sono disponibili cure in grado di arrestare la malattia, indipendentemente dall'età all'esordio e dalla velocità di progressione. Sulla base dei risultati ottenuti in precedenti studi sull'amaurosi congenita di Leber, i ricercatori del Tigem hanno collaborato con alcuni colleghi americani per studiare la possibilità di applicare la terapia genica anche a questa malattia, al fine di correggere il difetto genetico da cui origina. Una delle sfide principali consiste nello sviluppare sistemi di trasferimento genico adatti anche ai geni di grandi dimensioni.

Sindrome di Usher

Un'altra forma di retinite pigmentosa è la sindrome autosomica recessiva di Usher (USH), la più comune combinazione di sordità e cecità genetica dovuta alla retinite pigmentosa. I ricercatori del Tigem hanno dimostrato che la terapia genica basata sul doppio AAV è sicura ed efficace nei modelli animali. Nei prossimi due anni inizierà uno studio clinico di Fase I/II, il primo sull'uomo, sulla somministrazione subretinica di vettori AAV doppi. Sarà la prima volta che l'approccio a doppio vettore AAV viene testato sugli esseri umani.

L'emofilia è una delle malattie ereditarie più comuni. Si manifesta come un difetto di coagulazione del sangue. L'unica cura attualmente disponibile consiste nella somministrazione periodica del fattore di coagulazione mancante. Tuttavia, nel tempo, l'efficacia del fattore può diminuire. I ricercatori del Tiget di Milano stanno sviluppando una terapia genica in vivo, che si pensa possa essere efficace e a lungo termine. La terapia consisterebbe nel fornire ai pazienti una versione corretta del gene difettoso.

Sviluppo preclinico - Fase iniziale

Si tratta di una malattia ereditaria dell'occhio che si traduce in una grave perdita del visus, anche nei neonati. Attualmente non esistono cure in grado di arrestare questa malattia, che in pochi anni porta alla cecità. Nel 2008, i ricercatori del Tigem si sono uniti ai colleghi americani per condurre i primi studi clinici su una terapia genica mirata a una delle varie forme in cui si manifesta. I risultati sono stati promettenti sia in termini di sicurezza sia di recupero della vista, e nel 2018 hanno portato all'approvazione regolatoria della terapia negli Stati Uniti e nell'UE. Alla luce di questi risultati incoraggianti, i ricercatori stanno ora lavorando per applicare la stessa strategia ad altre forme della malattia, di cui sono responsabili una dozzina di geni. Una delle sfide principali consiste nello sviluppare sistemi di trasferimento genico adatti anche ai geni di grandi dimensioni.

Tra le malattie genetiche più frequenti, questo deficit danneggia fegato e polmoni attraverso diversi meccanismi: la ridotta funzionalità dell'antitripsina alfa-1 provoca enfisema polmonare, mentre l'accumulo epatico di antitripsina alfa-1 mutante causa danno epatico progressivo. Recentemente per curare la malattia polmonare è stata introdotta la terapia sostitutiva, mentre non sono attualmente disponibili terapie per la malattia epatica, e il trapianto di fegato rimane l'unica opzione per i casi più gravi. I ricercatori dell'Istituto Telethon di Pozzuoli stanno studiando un approccio terapeutico innovativo alla malattia epatica molto meno invasivo del trapianto. L'approccio sfrutta la stimolazione farmacologica di un gene specifico (TFEB) per promuovere l'eliminazione dell'antitripsina alfa-1 mutante accumulata nelle cellule epatiche. I ricercatori di questa struttura all'avanguardia del Tigem stanno analizzando una serie di farmaci, compresi tra quelli già approvati per l'uso clinico, al fine di trovare piccole molecole capaci di attivare il TFEB che possano entrare rapidamente nelle sperimentazioni cliniche sull'uomo. 

Si tratta di una rara malattia da immunodeficienza caratterizzata dalla predisposizione a ripetute infezioni fungine e batteriche. L'unica cura finora disponibile consiste nel trapianto di midollo osseo, non sempre possibile. I ricercatori del Tiget di Milano stanno lavorando per sviluppare una terapia genica efficace, in modo analogo a quanto è stato fatto per altre malattie da immunodeficienza come la sindrome di Wiskott-Aldrich.

Si tratta di una grave malattia neurodegenerativa che si manifesta durante l'infanzia. Attualmente non esistono cure per questa condizione, che causa la graduale perdita di tutte le capacità cognitive e motorie fin dai primi anni di vita. I ricercatori del Tiget stanno cercando di sviluppare varie strategie terapeutiche, come la terapia genica e la terapia cellulare, per fornire a questi bambini l'enzima mancante.

Questa malattia genetica è caratterizzata da un accumulo tossico di rame nell'organismo. Sebbene sia possibile controllarla assumendo medicinali in grado di rimuovere l'eccesso di rame, i ricercatori del Tigem di Pozzuoli stanno studiando un approccio terapeutico alternativo più mirato ed efficace.

Si tratta di una malattia estremamente rara che causa disabilità marcata e in molti casi la morte, anche nel primo anno di vita. In questi casi, il sistema immunitario attacca gli organi del paziente stesso. Le uniche terapie attualmente disponibili sono il trapianto di midollo osseo (ma occorre un donatore compatibile) o l'uso di farmaci immunosoppressori (da soli o in associazione a steroidi) per frenare la reazione del sistema immunitario. Tuttavia, questa terapia non è del tutto efficace. Terapie mirate potrebbero consentire di prevenire infezioni e dermatiti ricorrenti.

La sordità è uno dei difetti sensoriali più frequenti. In Italia, circa un bambino su mille nasce sordo. Nel 60% dei casi, la condizione è di origine genetica. Le possibilità di intervento variano a seconda delle condizioni. In molti casi, gli apparecchi acustici e gli impianti cocleari consentono il recupero totale o parziale dell'udito.

Come favoriamo l'avvio di studi clinici

Ci avvaliamo di un team di sviluppo clinico dedicato all'interno della Fondazione. Il Direttore dello sviluppo clinico è responsabile di tutto il processo di gestione operativa sugli studi clinici condotti da Telethon, garantisce che ogni passaggio riceva supporto e risorse adeguate assicurando inoltre il rispetto della governance sulla sperimentazione clinica e delle relative prescrizioni legislative.
Il team collabora soprattutto con i due istituti di ricerca Telethon, SR-Tiget a Milano e il Tigem di Pozzuoli (Napoli), contribuendo allo sviluppo dei progetti, dalla ricerca di base fino ai test clinici, avendo cura di tutti gli aspetti organizzativi della ricerca, coordina il personale dedicato, come per esempio il data e study manager e monitora  il regulatory officer nell’attività di ricerca quotidiana.
Inoltre, il Direttore dello sviluppo clinico fornisce indicazioni e consulenze sugli studi clinici, aiuta scienziati e ricercatori a impostare i progetti per la fase clinica.

In particolare le figure coinvolte nel processo sono:

  • Responsabile sviluppo clinico: è responsabile e incaricato di coordinare ogni attività di studio, garantisce la qualità del personale, l’accuratezza e la continuità delle attività.
  • Referente controllo qualità: Supervisor indipendente che assicura il rispetto della legislazione e delle good clinical practice (linee guida di buona pratica clinica) durante le fasi degli studi clinici.
  • Ricercatore clinico: garantisce il rispetto dei protocolli clinici e delle good clinical practices, effettua visite di controllo e supervisiona gli studi clinici.
  • Coordinatore degli studi clinici: è referente e responsabile per il coordinamento delle attività riguardanti gli studi clinici.
  • Responsabile amministrativo: è responsabile degli aspetti etici e normativi, prepara e rivede i documenti relative agli studi, redige il TMF (Trial Master File) e tiene i rapporti con il comitato etico e le autorità competenti.
  • Gestore della banca dati: inserisce e ricava i dati relativi agli studi clinici, crea e prepara il case report form (CRF).
  • Infermiere clinico: si occupa delle questioni relative ai pazienti e ai campioni biologici.

Il tuo browser non è più supportato da Microsoft, esegui l'upgrade a Microsoft Edge per visualizzare il sito.