Stress ossidativo e malformazioni cavernose cerebrali (ccm): dalla comprensione dei meccanismi della malattia verso gli approcci terapeutici

  • 3 Anni 2015/2018
  • 419.000€ Totale Fondi
Le malformazioni cavernose cerebrali (CCM) sono malformazioni dei vasi sanguigni del cervello che colpiscono circa lo 0,3-0,5% della popolazione. Le CCM sono caratterizzate da capillari sanguigni dilatati e fragili (chiamati caverne) che possono causare emorragie cerebrali, attacchi epilettici e problemi neurologici. La diagnosi si effettua mediante risonanza magnetica e al momento non esiste una cura specifica per la malattia, a parte la rimozione chirurgica delle lesioni. Esiste una forma ereditaria della malattia che dipende da alterazioni in tre geni che codificano per proteine coinvolte nella formazione dei vasi sanguigni: CCM1, CCM2 e CCM3. Tuttavia, esperimenti in modelli animali hanno dimostrato che la perdita di funzione dei geni CCM non è una causa sufficiente per la formazione delle lesioni, suggerendo che siano eventi di stress che si generano localmente a contribuire all’insorgere della malattia. In circa il 47% delle forme ereditarie la malattia è causata da mutazioni del gene CCM1. Grazie a studi condotti in precedenza, abbiamo scoperto che il gene CCM1 è coinvolto nella prevenzione dei danni ossidativi cellulari, suggerendo che le lesioni da CCM possano derivare da una ridotta capacità della cellula di difendersi da eventi di stress ossidativo cellulare in specifiche regioni del cervello. Per comprendere in modo più approfondito i meccanismi alla base della malattia e verificare la nostra ipotesi ci avvarremo anche di collaborazioni nell’ambito della rete di ricerca multidisciplinare CCM_Italia (http://www.ccmitalia.unito.it). In particolare, utilizzando un approccio di ricerca integrata basato su studi sia in modelli cellulari e animali della malattia e sia in campioni chirurgici di lesioni CCM, le tre unità di ricerca coinvolte in questo progetto potrebbero fornire nuove informazioni sui meccanismi patogenetici della malattia e suggerire nuove strategie terapeutiche.

Il tuo browser non è più supportato da Microsoft, esegui l'upgrade a Microsoft Edge per visualizzare il sito.