Disfunzione degli interneuroni in epilessie genetiche: comprensione dei meccanismi dell’epilessia mioclonica severa dell’infanzia (smei)in un modello murino

  • 3 Anni 2010/2013
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Il termine epilessia comprende diversi disturbi neurologici che hanno in comune il sintomo della crisi epilettica. Le epilessie senza una causa riconoscibile (idiopatiche) possono avereuna causa genetica. Una forme di epilessia a causa genetica è l'epilessia mioclonica severa dell'infanzia (SMEI), una rara malattia che esodrisce con crisi convulsive in febbre nel primo anno di età, e rapidamente evolve in un grave quadro di encefalopatia evolutiva, caratterizzata da crisi resistenti alla terapia farmacologica e deterioramento intellettivo. Lo studio del DNA di questi giovani pazienti ha dimostrato un'alterazione di un canale della membrana delle cellule neuronali (il canale del sodio voltaggio-dipendente) che regola l'eccitabilità dei neuroni. Il meccanismo patogenetico che determina la espressione della malattia in conseguenza di questa alterazione della funzione neuronale è sconosciuto. Recentemente è stato caratterizzato un modello sperimentale di SMEI del topo, caratterizzato da epilessia grave evolutiva, causata da una mutazione simile a quella osservata nell'uomo. Questo modello è disponibile presso i laboratori del Partner 1 e sarà utilizzato da tutti i gruppi di ricerca coinvolti nel progetto. Sulla base di dati preliminari, si verificherà se il difetto genetico è rappresentato preferenzialmente in una sotto-popolazione di cellule della corteccia cerebrale che hanno una funzione inibitoria. Questa alterazione aumenterebbe l'eccitabilità della corteccia cerebrale e quindi potrebbe essere responsabile dell'epilessia. Durante il progetto si valuterà anche il ruolo delle crisi febbrili prolungate nel determinare il danno cerebrale diffuso caratteristico di questa encefalopatia epilettica evolutiva. Lo studio dei meccanismi di patogenesi di questa malattia nel modello sperimentale SMEI potrebbero facilitare lo sviluppo di nuove strategie farmcologiche per la prevenzione dell'evoluzione infausta di questa rara e grave malattia dell'infanzia.

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