Decifrare il meccanismo responsabile del deficit immunitario nella sindrome di vici

  • 1 Anni 2014/2015
  • 49.500€ Totale Fondi
La sindrome di Vici è una malattia complessa caratterizzata da malformazioni congenite del cervello, cataratta, ipopigmentazione della cute, danni progressivi della funzione cardiaca e muscolare, immunodeficienza. I bambini affetti non rispondono alle vaccinazioni, hanno livelli bassi di anticorpi nel sangue e soffrono di infezioni gravi e frequenti. La malattia è dovuta alla mutazione del gene EPG5, che codifica una proteina indispensabile per il traffico e la funzione delle vescicole intracellulari. Le cellule usano le vescicole per eliminare i loro stessi componenti usurati e rimuovere cellule morte. Il materiale indesiderato viene inglobato in una vescicola e poi fuso con altre (i lisosomi) contenenti le proteine che digeriscono il contenuto da eliminare. Questo sistema è indispensabile già durante la fase embrionale e poi per tutta la vita. Per questo il suo malfunzionamento causa una malattia che coinvolge diversi organi e apparati. Poiché le infezioni sono frequenti nei pazienti con sindrome di Vici, pensiamo che EPG5 svolga un ruolo anche nel sistema immunitario: in questo progetto ci proponiamo quindi di valutare se EPG5 sia necessario alle cellule per catturare e degradare microrganismi e particelle estranee usandone poi i residui digeriti per iniziare la reazione immunitaria. Per farlo useremo cellule di pazienti e controlli sani per studiare con molecole fluorescenti la formazione e il traffico delle vescicole e valuteremo l’attivazione delle cellule del sistema immunitario misurando i livelli di anticorpi e citochine. Altre malattie metaboliche e sindromi multisistemiche, spesso associate anche a immunodeficienza, sono infatti causate da geni coinvolti nel traffico, fusione o rilascio di vescicole nella cellula,. Il nostro studio rappresenta un prototipo diretto a chiarire i meccanismi alla base di un difetto immunitario specifico in una malattia complessa. I risultati serviranno a sviluppare terapie adeguate per combattere almeno in parte i sintomi e i rischi nei pazienti con malattie genetiche multisistemiche.

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