Atlastina, efhc1 e mitofusina in drosophila: analisi funzionale e generazione di nuovi modelli di malattia

  • 1.7 Anni 2009/2010
  • 115.000€ Totale Fondi
Lo scopo di questa ricerca è quello di creare nuovi modelli animali per definire il meccanismo patologico responsabile di tre malattie neurologiche: una forma di paraplegia spastica ereditaria associata a mutazione del gene che codifica per l’atlastina (SPG3A), l’epilessia mioclonica giovanile associata a mutazione del gene EFHC1 e la malattia di Charcot-Marie-Tooth di tipo 2A, una neuropatia periferica causata da mutazioni nel gene mitofusina 2. Attualmente modelli di mammifero per queste patologie non sono disponibili o particolarmente difficili da generare. Quindi proponiamo di sfruttare la Drosophila (moscerino della frutta), un organismo più semplice sia dal punto di vista fisiologico che sperimentale, per studiare i meccanismi patogenetici di queste patologie. Questo approccio sperimentale è possibile perché il genoma di Drosophila contiene geni che possiedono un’ampia omologia strutturale con atlastina, EFHC1 e mitofusina 2 e storicamente c’è una così notevole conservazione funzionale tra geni di Drosophila e geni umani strutturalmente omologhi che i risultati sperimentali ottenuti nel moscerino possono essere frequentemente estesi alla biologia umana. Inoltre, è oramai dimostrato che l’eliminazione della funzione di geni di Drosophila analoghi a geni malattia umani e l’introduzione nei moscerini di forme patologiche di geni umani o dei loro corrispondenti di Drosophila, spesso determina fenotipi analoghi a quelli patologici e, quindi, il moscerino costituisce un ottimo modello per studiare geni implicati in malattie umane. Nel nostro laboratorio abbiamo generato una serie di strumenti molecolari e genetici che serviranno per la creazione di questi modelli di malattia. La disponibilità di questi modelli e le considerevoli potenzialità sperimentali della Drosophila permetteranno di fare luce sulla patogenesi di paraplegia spastica ereditaria, epilessia mioclonica giovanile e Charcot-Marie-Tooth di tipo 2A e di identificare nuove forme di intervento terapeutico.

Scientific Publications

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