Dopo una lunga attesa, nel 2001, Virginia e Rafael festeggiano la nascita del loro piccolo Rafael Enrique. Poco dopo la nascita, però, inizia il dramma di questa famiglia venezuelana: il bambino si ammala spesso per gravi infezioni, che lo costringono a ricoverarsi in ospedale. I primi esami del sangue evidenziano che il bimbo non ha né le cellule né gli anticorpi che dovrebbero difenderlo dalle infezioni. I medici decidono di mandare Rafael Enrique negli Stati Uniti. Alla Duke University (Durham), la professoressa Rebecca Buckley, conferma la diagnosi: ADA-SCID, una rara patologia che appartiene al gruppo delle immunodeficienze severe combinate (SCID). La professoressa Buckley propone alla famiglia un trapianto di midollo, ma i risultati non sono quelli attesi: il bambino continua ad ammalarsi.

Vengono allora contattati i medici dell'Istituto San Raffaele Telethon di Milano (SR -Tiget), per proporre il caso di Rafael Enrique. I genitori del bambino accettano con entusiasmo di tentare questa nuova strada. Nel 2002 Rafael Enrique viene trattato con la terapia genica e dopo 5 mesi trascorsi in Italia può tornare a casa. Le cellule corrette con il gene sano hanno preso il sopravvento su quelle malate. Oggi il bambino cresce normalmente, non prende medicine, va a scuola e fa una vita normale.

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