Roman, da Mosca a Napoli per la ricerca

Roman e sua moglie, ricercatori del TigemSi parla spesso di “cervelli in fuga”, per tutti quegli italiani che sono costretti ed emigrare all’estero per fare ricerca. Roman rappresenta il caso opposto: nato in Russia, una laurea in Biologia conseguita a Ivanovo, sua città natale, poi il dottorato a Mosca, approda all’Istituto Telethon di genetica e medicina di Napoli, in Italia.
«Quando l’Istituto Telethon mi ha reclutato, avevo ricevuto diverse offerte per tornare a fare ricerca negli Stati Uniti o andare in Germania e Francia, ma ho scelto l’Italia». Ma Roman non se ne pente, perché l’Istituto ha tante risorse e competenze. «È come giocare in una squadra di Serie A. Se facciamo un paragone con il calcio, è come se fosse il Real Madrid o il Bayer Monaco».

Con il suo gruppo di ricerca, Roman studia i meccanismi molecolari alla base di una rara malattia del fegato, quella di Wilson. La sua giornata di lavoro è lunga, inizia al mattino molto presto, ma non si torna mai a casa prima delle 19.30. Gli stimoli per amare il suo lavoro però sono tanti: «Poter trovare qualcosa che possa aiutare i miei pazienti ripaga qualsiasi sforzo».
E poi c’è Napoli, dove giri l’angolo e ti ritrovi davanti a un monumento. Da una parte c’è il mare, dall’altra il Vesuvio Per amore della sua nuova terra, Roman sceglie di continuare a studiare le malattie genetiche rare al Tigem e decide di costruirsi una famiglia e una nuova vita. Insieme ad Elena, sua moglie e anche lei ricercatrice dell’Istituto Telethon.

La ricerca d'eccellenza a Napoli

L'Istituto si occupa dello studio dei meccanismi alla base delle malattie genetiche per mettere a punto terapie innovative. Nel 1994 lo abbiamo fondato e oggi nella sede di Pozzuoli (NA), diretto dal prof. Andrea Ballabio, lavorano scienziati da tutto il mondo. La competitività del Tigem è confermata anche dalla capacità di attrarre prestigiosi finanziamenti internazionali come quelli dello European Research Council (ERC).

La malattia

Cosa studia Roman?

Ad oggi Fondazione Telethon ha finanziato 3 progetti di ricerca sulla malattia di Wilson che hanno coinvolto 3 diversi gruppi di ricerca, per un finanziamento totale di 612 mila euro

La malattia di Wilson è una malattia genetica causata da un accumulo tossico di rame nell’organismo, in particolare nel fegato e nel cervello. La malattia può essere trattata in modo molto efficace ma, in assenza di trattamento, può evolvere verso complicazioni epatiche (epatite, ittero, cirrosi, insufficienza epatica) e disturbi neurologici (tremori, disturbi del linguaggio, ecc.). Dato che la malattia è causata da un accumulo di rame anomalo, una terapia possibile consiste nell’assumere sostanze in grado di ridurre proprio l’assorbimento di rame dagli alimenti. Il trapianto di fegato è indicato nei pazienti con epatite fulminante o in quelli che presentano una progressione della disfunzione epatica, mentre in caso di disturbi neurologici possono essere utili terapie specifiche (fisioterapia, terapia del linguaggio). Di solito si consiglia anche di evitare gli alimenti particolarmente ricchi di rame, come il fegato, i crostacei, il cioccolato fondente e la frutta secca.

Ad oggi sono tre i ricercatori finanziati da Fondazione Telethon, tra cui lo stesso Roman, che si occupano della malattia di Wilson. Nonostante esista un trattamento, i pazienti sono costretti ad una quotidianità piena di attenzioni e di accortezze, che abbassano la sua qualità di vita. Per questo è ancora più importante il lavoro di Roman e del suo gruppo di ricerca all’Istituto Telethon di genetica e medicina.

Roman è nato in Russia, ma ha scelto di lavorare a Napoli: è un ricercatore presso l'Istituto Telethon di genetica e medicina.