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Telethon da 20 anni sostiene la ricerca sulla distrofia muscolare e le altre malattie genetiche
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I principali risultati

Dal 1990 ad oggi, grazie alla generosità e all'impegno degli italiani, i ricercatori finanziati da Telethon hanno contribuito a far progredire la conoscenza delle cause e delle possibili terapie per le malattie genetiche.
Il percorso che porta alla cura di una malattia genetica è molto lungo: potremmo immaginarlo come una scala, in cui il primo gradino è l’individuazione del difetto genetico che causa la malattia. Nel secondo gradino si studiano a fondo i geni-malattia alterati, cercando di comprenderne il funzionamento normale nell’organismo e i meccanismi che, se alterati, portano alla malattia. Grazie a queste informazioni si possono ideare strategie, come nuovi farmaci o terapie genetiche, che compensino il difetto e testare la loro efficacia in modelli cellulari (terzo gradino) o animali (quarto gradino). Infine, è soltanto quando una terapia si dimostra efficace negli animali che si può salire sul quinto gradino della scala, quello della fase clinica, in cui la cura viene sperimentata su gruppi sempre più grandi di pazienti per valutarne sicurezza ed efficacia.

Le malattie più in alto sulla scala della ricerca di Telethon
- Ada-Scid: è la prima malattia ereditaria al mondo ad essere stata curata con la terapia genica. La strategia di cura è stata messa a punto all'Hsr-Tiget di Milano e il primo successo è stato raggiunto nel 2002 (leggi il comunicato stampa): da allora tredici bambini affetti sono perfettamente guariti grazie a questa terapia. Al momento è in corso la registrazione del protocollo di cura presso le autorità regolatorie internazionali.
- malattia di Charcot Marie-Tooth: si è appena conclusa una sperimentazione clinica, finanziata da Telethon, presso l'Istituto Neurologico "Carlo Besta" di Milano. Lo studio, che ha coinvolto 8 centri di ricerca su tutto il territorio nazionale, mira a valutare l'efficacia dell'acido ascorbico (la comune vitamina C) nel trattamento della forma 1A della malattia, sulla base dei risultati favorevoli ottenuti nel modello animale. La vitamina C favorisce infatti la formazione di mielina e sembra in grado di ridurre l'espressione eccessiva della proteina PMP22, causa dei disturbi della CMT1A. I risultati sono in corso di elaborazione.
- amaurosi congenita di Leber: dal 2007 è in corso presso il Children's Hospital di Philadelphia un trial clinico di terapia genica per una delle forme di questo tipo di cecità ereditaria (quella dovuta a mutazioni nel gene RPE65), che vede coinvolti anche il Tigem e la Seconda Università di Napoli. Ad oggi, i risultati ottenuti su 12 pazienti (di cui 5 italiani) sono molto positivi (leggi il comunicato stampa): il trattamento è risultato sicuro e capace di ripristinare parte delle capacità visive dei pazienti, soprattutto se intrapreso precocemente.
- sindrome di Marfan: nel 2008 ha preso il via uno studio clinico per valutare l'efficacia di una nuova combinazione di farmaci nella prevenzione del principale rischio per chi soffre di questa malattia genetica che colpisce l'impalcatura del nostro organismo: la rottura dell'aorta. Prevenire la rottura del più importante vaso sanguigno dell'organismo può avere un impatto enorme sulla qualità della vita dei pazienti (leggi il comunicato stampa).
- malattia di Pompe: nuovo approccio terapeutico per questa grave malattia metabolica di origine genetica che colpisce i muscoli, in particolare il cuore: è stato dimostrato nel modello animale che affiancando la terapia enzimatica sostitutiva, già disponibile da alcuni anni, con dei farmaci "aiutanti" si può migliorarne notevolmente l'efficacia. Alla luce di questi risultati, sono promettenti le prospettive di una sperimentazione sull'uomo della terapia combinata (leggi il comunicato stampa).
- leucodistrofia metacromatica: sta per partire presso l'Hsr-Tiget di Milano il primo trial clinico di terapia genica per questa grave malattia del metabolismo, alla luce dei risultati positivi ottenuti nel modello animale (leggi il comunicato stampa).
- sindrome di Wiskott-Aldrich: sta per partire presso l'Hsr-Tiget di Milano il primo trial clinico di terapia genica per questa grave malattia del sistema immunitario, alla luce dei risultati positivi ottenuti nel modello animale.
- malattie del collagene VI (miopatia di Bethlem e distrofia muscolare congenita di Ullrich): la somministrazione di ciclosporina A, farmaco che si era già dimostrato in grado di curare la malattia nel modello animale, ha dato risultati promettenti (leggi il comunicato stampa). In uno studio pilota, il farmaco ha stimolato la rigenerazione muscolare in un piccolo numero di pazienti. Attualmente i ricercatori sono al lavoro per disegnare uno studio clinico in proposito: un farmaco analogo della ciclosporina A ha mostrato in laboratorio di avere gli stessi effetti terapeutici, ma non gli effetti collaterali (leggi il comunicato stampa). Si accorciano dunque i tempi per passare al trial sull'uomo.
- distrofia muscolare di Duchenne: attualmente sono in corso studi preclinici per valutare l'efficacia di diversi approcci terapeutici per questa grave malattia neuromuscolare, dalla terapia cellulare a quella farmacologica (con inibitori delle deacetilasi, inibitori della miostatina), oltre alla cosiddetta tecnica dell'exon-skipping. Pur essendo presto per avere informazioni sull'efficacia, si è compreso che probabilmente la migliore terapia sarà una combinazione di quelle disponibili.
- mucopolisaccaridosi di tipo II: al Tigem di Napoli curata completamente la malattia con la terapia genica nel modello animale: grazie a un particolare tipo di vettore e di approccio i ricercatori sono riusciti per la prima volta a curare i principali sintomi della malattia, compresi quelli cerebrali: un passaggio essenziale in vista di un trasferimento di questi risultati sull'uomo (leggi il comunicato stampa).
- distrofia muscolare dei cingoli di tipo 2F: nel criceto malato bastano due iniezioni, a distanza di sei mesi l'una dall'altra, del vettore contenente il gene corretto per curare la malattia per tutta la durata della vita dell'animale. Più vicina la sperimentazione della terapia genica sull'uomo (leggi il comunicato stampa).
- beta talassemia: presso l'Hsr-Tiget di Milano è stata confermata l'efficacia della terapia genica nel modello animale di talassemia intermedia e major (leggi il comunicato stampa). Attualmente gli studi in corso sono concentrati sulla valutazione della correzione genetica ottenuta in laboratorio sulle cellule di midollo osseo prelevate da pazienti talassemici, in vista di un futuro trial clinico sull'uomo.
- deficit di fattore VII: dimostrata in laboratorio l'efficacia di un approccio terapeutico altamente innovativo per la cura di questo difetto ereditario della coagulazione del sangue. Somministrando un piccolo segmento di Rna è possibile "ingannare" il macchinario cellulare preposto alla produzione delle proteine e farlo funzionare correttamente nonostante l'errore genetico (leggi il comunicato stampa).
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Dal 1990 ad oggi, grazie alla generosità e all’impegno degli italiani, i ricercatori finanziati da Telethon hanno contribuito a far progredire la conoscenza delle cause e delle possibili terapie per le malattie genetiche.
Il percorso che porta alla cura di una malattia genetica è molto lungo: potremmo immaginarlo come una scala, in cui il primo gradino è l’individuazione del difetto genetico che causa la malattia. Nel secondo gradino si studiano a fondo i geni-malattia alterati, cercando di comprenderne il funzionamento normale nell’organismo e i meccanismi che, se alterati, portano alla malattia.

Grazie a queste informazioni si possono ideare strategie, come nuovi farmaci o terapie genetiche, che compensino il difetto e testare la loro efficacia in modelli cellulari (terzo gradino) o animali (quarto gradino). Infine, è soltanto quando una terapia si dimostra efficace negli animali che si può salire sul quinto gradino della scala, quello della fase clinica, in cui la cura viene sperimentata su gruppi sempre più grandi di pazienti per valutarne sicurezza ed efficacia.
Le malattie più in alto sulla scala della ricerca Telethon:
- Ada-Scid: è la prima malattia ereditaria al mondo ad essere stata curata con la terapia genica. La strategia di cura è stata messa a punto all’Hsr-Tiget di Milano e il primo successo è stato raggiunto nel 2002 (leggi il comunicato stampa): da allora tredici bambini affetti sono perfettamente guariti grazie a questa terapia. Al momento è in corso la registrazione del protocollo di cura presso le autorità regolatorie internazionali.
- malattia di Charcot Marie-Tooth: si è appena conclusa una sperimentazione clinica, finanziata da Telethon, presso l'Istituto Neurologico "Carlo Besta" di Milano. Lo studio, che ha coinvolto 8 centri di ricerca su tutto il territorio nazionale, mira a valutare l’efficacia dell’acido ascorbico (la comune vitamina C) nel trattamento della forma 1A della malattia, sulla base dei risultati favorevoli ottenuti nel modello animale. La vitamina C favorisce infatti la formazione di mielina e sembra in grado di ridurre l’espressione eccessiva della proteina PMP22, causa dei disturbi della CMT1A. I risultati sono in corso di elaborazione.
- amaurosi congenita di Leber: dal 2007 è in corso presso il Children's Hospital di Philadelphia un trial clinico di terapia genica per una delle forme di questo tipo di cecità ereditaria (quella dovuta a mutazioni nel gene RPE65), che vede coinvolti anche il Tigem e la Seconda Università di Napoli. Ad oggi, i risultati ottenuti su 12 pazienti (di cui 5 italiani) sono molto positivi (leggi il comunicato stampa): il trattamento è risultato sicuro e capace di ripristinare parte delle capacità visive dei pazienti, soprattutto se intrapresa precocemente.
- sindrome di Marfan: nel 2008 ha preso il via uno studio clinico per valutare l’efficacia di una nuova combinazione di farmaci nella prevenzione del principale rischio per chi soffre di questa malattia genetica che colpisce l’impalcatura del nostro organismo: la rottura dell’aorta. Prevenire la rottura del più importante vaso sanguigno dell’organismo può avere un impatto enorme sulla qualità della vita dei pazienti (leggi il comunicato stampa).
- malattia di Pompe: nuovo approccio terapeutico per questa grave malattia metabolica di origine genetica che colpisce i muscoli, in particolare il cuore: è stato dimostrato nel modello animale che affiancando la terapia enzimatica sostitutiva, già disponibile da alcuni anni, con dei farmaci “aiutanti” si può migliorarne notevolmente l’efficacia. Alla luce di questi risultati, prende il via una sperimentazione sull’uomo della terapia combinata (leggi il comunicato stampa).
- leucodistrofia metacromatica: sta per partire presso l’Hsr-Tiget di Milano il primo trial clinico di terapia genica per questa grave malattia del metabolismo, alla luce dei risultati positivi ottenuti nel modello animale (leggi il comunicato stampa).
- sindrome di Wiskott-Aldrich: sta per partire presso l’Hsr-Tiget di Milano il primo trial clinico di terapia genica per questa grave malattia del sistema immunitario, alla luce dei risultati positivi ottenuti nel modello animale.
- malattie del collagene VI (miopatia di Bethlem e distrofia muscolare congenita di Ullrich): la somministrazione di ciclosporina A, farmaco che si era già dimostrato in grado di curare la malattia nel modello animale, ha dato risultati promettenti (leggi il comunicato stampa). In uno studio pilota, il farmaco ha stimolato la rigenerazione muscolare in un piccolo numero di pazienti. Attualmente i ricercatori sono al lavoro per disegnare uno studio clinico in proposito: un farmaco analogo della ciclosporina A ha mostrato in laboratorio di avere gli stessi effetti terapeutici, ma non gli effetti collaterali (leggi il comunicato stampa). Si accorciano dunque i tempi per passare al trial sull'uomo.
- distrofia muscolare di Duchenne: attualmente sono in corso studi preclinici per valutare l’efficacia di diversi approcci terapeutici per questa grave malattia neuromuscolare, dalla terapia cellulare a quella farmacologica (con inibitori delle deacetilasi, inibitori della miostatina), oltre alla cosiddetta tecnica dell’exon-skipping. Pur essendo presto per avere informazioni sull’efficacia, si è compreso che probabilmente la migliore terapia sarà una combinazione di quelle disponibili.
- mucopolisaccaridosi di tipo II: al Tigem di Napoli curata completamente la malattia con la terapia genica nel modello animale: grazie a un particolare tipo di vettore e di approccio i ricercatori sono riusciti per la prima volta a curare i principali sintomi della malattia, compresi quelli cerebrali: un passaggio essenziale in vista di un trasferimento di questi risultati sull’uomo (leggi il comunicato stampa).
- distrofia muscolare dei cingoli di tipo 2F: nel criceto malato bastano due iniezioni, a distanza di sei mesi l’una dall’altra, del vettore contenente il gene corretto per curare la malattia per tutta la durata della vita dell’animale. Più vicina la sperimentazione della terapia genica sull'uomo (leggi il comunicato stampa).
- beta talassemia: presso l’Hsr-Tiget di Milano è stata confermata l'efficacia della terapia genica nel modello animale di talassemia intermedia e major (leggi il comunicato stampa). Attualmente gli studi in corso sono concentrati sulla valutazione della correzione genetica ottenuta in laboratorio sulle cellule di midollo osseo prelevate da pazienti talassemici, in vista di un futuro trial clinico sull'uomo.
- deficit di fattore VII: dimostrata in laboratorio l’efficacia di un approccio terapeutico altamente innovativo per la cura di questo difetto ereditario della coagulazione del sangue. Somministrando un piccolo segmento di Rna è possibile “ingannare” il macchinario cellulare preposto alla produzione delle proteine e farlo funzionare correttamente nonostante l’errore genetico (leggi il comunicato stampa).
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