SCORRETTO RIPIEGAMENTO DELLE PROTEINE NELLA MALATTIA DI CHARCOT-MARIE-TOOTH: VERSO LO SVILUPPO DI UNA STRATEGIA TERAPEUTICA CHE MODULI LA RISPOSTA ALLE PROTEINE NON NATIVE

L'obbiettivo della ricerca

Ricercatore principale MAURIZIO D'ANTONIO

Le neuropatie ereditarie sono un problema comune in neurologia.

In queste patologie la mielina, l'involucro che avvolge i nervi e conduce gli impulsi al muscolo, è danneggiata. Molte neuropatie appaiono in ogni generazione di una famiglia affetta, e colpiscono anche in età infantile. Sebbene siano stati identificati molti geni che le provocano, si hanno pochi dati su come questi geni causino la malattia, e purtroppo non esiste alcun trattamento efficace. Studi genetici sulle neuropatie ereditarie suggeriscono che la maggior parte non siano causate semplicemente dal fatto che il gene colpito non funzioni. Al contrario il gene ha probabilmente un effetto tossico sulle cellule del nervo. Per comprendere meglio i meccanismi di tossicità e ideare un trattamento terapeutico utilizziamo come modello di studio topi che portano il gene difettoso, che si sono rivelati molto utili per lo studio della malattia: non solo presentano sintomi analoghi come debolezza muscolare e progressiva difficoltà nel movimento, ma con il tempo i loro nervi, esaminati al microscopio, sono molto simili a quelli delle persone affette. In questi topi abbiamo identificato un meccanismo tossico e abbiamo dimostrato che la modulazione genetica di questa serie di segnali cellulari può migliorare il decorso della malattia. In questo studio ci proponiamo di analizzare ulteriormente questo meccanismo cellulare e di verificare se alcuni composti farmacologici che ne limitano la tossicità possono migliorare l'esito della malattia nei topi. L'obiettivo finale è quello di identificare un trattamento per le neuropatie ereditarie .

Pubblicazioni scientifiche


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