Microcefalia

Che cosa è e come si manifesta la microcefalia?

La microcefalia è una condizione clinica molto diffusa, caratterizzata da una significativa riduzione del volume del cervello e quindi della circonferenza cranica. Nella stragrande maggioranza dei casi non ha alcun significato patologico e non si associa a una riduzione delle capacità cognitive. Tuttavia in diverse situazioni, soprattutto quando la riduzione del volume encefalico è particolarmente significativa, la microcefalia può essere un indicatore di importanti anomalie verificatesi durante lo sviluppo embrionale. Queste possono essere dovute a cause non genetiche, come infezioni virali, ipossia fetale, esposizione a farmaci e alcool oppure a specifiche anomalie genetiche. Anche in queste ultime forme, la microcefalia può non comportare gravi sintomi e associarsi a capacità cognitive normali o solo debolmente ridotte (microcefalia vera o essenziale). Solo in una minoranza di pazienti la microcefalia si associa a grave ritardo mentale e può essere accompagnata da sintomi fortemente invalidanti, come epilessia, paralisi spastica degli arti e atassia (microcefalie complicate).

Come si trasmette la microcefalia?

Le forme genetiche di microcefalia vera e complicata sono molto rare e si trasmettono generalmente con modalità autosomica recessiva: questo significa che per manifestare i sintomi bisogna ereditare una copia difettosa del gene da ciascuno dei genitori. Le analisi genetiche condotte negli ultimi anni hanno permesso di identificare almeno sette geni diversi, denominati MCPH da 1 a 7. Il gene più frequentemente mutato è MCPH5, che codifica per la proteina ASPM. Lo studio delle funzioni biologiche dei geni MCPH ha rivelato che per la maggior parte codificano per proteine coinvolte nella regolazione della duplicazione cellulare, sottolineando l’importanza di questo processo per un corretto sviluppo del cervello.

Come avviene la diagnosi della microcefalia?

Il sospetto di microcefalia può essere posto già dalla diagnostica ecografica prenatale di routine, ma deve essere confermato dalla valutazione dell'accrescimento dell’encefalo durante il periodo neonatale. L'ecografia cerebrale e la risonanza magnetica nucleare permettono di valutare correttamente le dimensioni del cervello e la presenza di eventuali anomalie strutturali associate. È essenziale valutare la presenza di altri disturbi associati eseguendo un'approfondita valutazione neurologica e neuropsichiatrica, corredata dall'elettroencefalogramma. La diagnosi di microcefalia genetica viene posta prima di tutto escludendo le cause non genetiche e valutando la storia familiare. Se le cause genetiche sono considerate le più probabili può essere proposta la ricerca di mutazioni dei geni già identificati.

Quali sono le possibilità di cura attualmente disponibili per la microcefalia?

Non esistono cure specifiche, ma è molto importante la terapia di supporto per gli eventuali sintomi neurologici associati, in particolare la terapia riabilitativa nel caso di disturbi cognitivi significativi e la terapia antiepilettica nel caso siano presenti fenomeni di tipo convulsivo.

Aggiornato il 18 novembre 2012

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