Ornello Vettor: essere coordinatore dei volontari Telethon è il mio un nuovo lavoro

Ornello Vettor: essere coordinatore dei volontari Telethon è il mio un nuovo lavoro

Da pensionato a instancabile punto di riferimento per Fondazione Telethon nella provincia di Treviso

Eventi e territorio

Instancabile. Se qualcuno dovesse ancora sostenere che la pensione corrisponda ad una fase della vita in cui si perdono interessi o stimoli, allora può prendere come riferimento Ornello Vettor. Gettata alle spalle una carriera da direttore operativo in una grande industria del settore alimentare, Ornello ha pensato bene di colmare il vuoto “apparente” con una serie di attività che spaziano dalla consulenza alla politica, fino all’impegno sociale. Sei anni fa circa conosce Laura Agostinetto, allora coordinatrice Telethon per la provincia di Treviso, la città dove Ornello vive, e si fa contagiare dalla passione per la Fondazione.
Generoso per indole, come lui stesso si definisce, Ornello prende subito a cuore la causa della ricerca contro le malattie genetiche e si butta a capofitto nell’impresa di sostenerne la missione di Telethon.

«Oggi praticamente posso dire che la responsabilità di coordinare le attività di raccolta fondi sul territorio costituisca per me un lavoro. Dedico a Telethon almeno due giorni alla settimana e quasi tutti weekend». L’entusiasmo è cresciuto proporzionalmente alla conoscenza che Ornello ha acquisito della grande organizzazione che sta dietro alla Fondazione. «È stato sorprendente. Ho visitato laboratori e istituti di ricerca per poi poter trasmettere meglio ai miei interlocutori l’importanza del supporto che ognuno può offrire alla ricerca». Tale è stata la soddisfazione che quando Laura ha smesso l’attività di coordinatrice e ha proposto a Ornello di assumere lui questa responsabilità non ci ha pensato due volte: «Ho creato un gruppo affiatato intorno a me, coinvolgendo anche mia moglie». Una scommessa vinta «Oggi sono diventato un riferimento per il territorio trevigiano. Il rapporto con le Istituzioni è molto buono. Del resto, vi sono altre associazioni che localmente lavorano molto bene e che ricevono un ottimo riscontro in termine di sostegno da parte della comunità. Creare uno spazio di rispondenza anche per Telethon non è stato semplice. Ha giocato a nostro favore la positiva reputazione che la Fondazione ha saputo guadagnarsi nel corso degli anni attraverso le iniziative a carattere nazionale».

Il rammarico più grande per Ornello è quello di non poter seguire tutte le situazioni di disagio che si presentano lungo il suo cammino di coordinatore: «Quando riceviamo delle richieste di aiuto o di maggiori informazioni in merito alla possibilità di accedere ai sostegni e ai servizi che Telethon offre il nostro intervento si limita, a volte, alla comunicazione del numero di Info_rare. Poi, spesso, perdiamo di vista queste storie che potrebbero, altresì, rappresentare dei fattori motivazionali molto efficaci vista la loro prossimità alla collettività locale». Far conoscere sempre di più Fondazione Telethon è il desiderio di Ornello. «Il mio intento è quello di raccontare, in maniera semplice e comprensibile, le dinamiche della ricerca. Un recente convegno sulle malattie genetiche rare organizzato a Treviso ha riscosso un successo per certi versi inaspettato. Questa affermazione ci ha fatto riflettere sul desiderio della gente di capire di più. In un momento storico in cui si fa fatica ad individuare organizzazioni di cui potersi fidare, la chiave di volta più efficace, a mio avviso, è l’informazione. Spiegare, far capire, presentare con autenticità è la ricetta giusta».

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