Un cucciolo di elefante riprodotto a grandezza naturale per rappresentare la necessità di uscire dall’individualismo e impegnarsi personalmente. Per salvare un elefante, ma anche per salvare il mondo. È questo il significato dell’opera di Medath Shafik, artista di origine egiziana e personaggio di primo piano dell’arte contemporanea, che ha messo a disposizione di Telethon e della lotta alle malattie genetiche il suo estro e la sua fama.
A lui, infatti, è stato affidato il compito di realizzare l’elefantino di Telethon: una delle ottanta opere in mostra fino al 15 novembre a Milano all’interno dell'evento itinerante Elephant Parade. Gli elefantini saranno poi messi all'asta, il 22 novembre sempre a Milano, e il ricavato sarà devoluto a Telethon e a The Asian elephant foundation.
L’opera, dal titolo “Provviste di vita”, viene definita dall’artista stesso un “gesto etico”: «Nel suo essere un elemento vitale – ha dichiarato Shafik nel corso di un’intervista che sarà pubblicata nel prossimo numero del Telethon notizie –, l’artista è una coscienza accesa nel mondo, con la sensibilità ed il dovere di essere attento alle dinamiche sociali. E dunque, è chiamato a fare atto di presenza morale per stimolare una scintilla di riflessione. In questo caso sulla ricerca che è trattata un po’ come una Cenerentola. Mi è sembrato necessario – continua Shafik – sottolineare che una società che non sostiene i propri scienziati chiude le porte al futuro».
Un’occasione per esprimere con l’arte anche un impegno nel sociale che ha trovato il suo coronamento nell’incontro dell’artista egiziano con Valerio, uno dei quattordici bambini curati da Telethon e salvati da una terribile forma di immunodeficienza.
L’elefante Ferrari
Ma non c’è solo l’elefantino di Telethon ad arricchire la mostra itinerante. Con lui anche Nello T., un elefantino rosso di 65 chili, munito di una visiera da casco e autografato dalla squadra della scuderia Ferrari. Per la progettazione di Nello T. i designer di Maranello si sono ispirati alle tute dei due piloti Ferrari. L’elefantino, che figura sulla copertina del catalogo della mostra, è stato scelto come opera simbolo per la sua l’originalità e il valore tecnico. Con la partecipazione a Elephant Parade, la Ferrari conferma il suo forte legame con Telethon e la sua precisa volontà di contribuire al finanziamento della ricerca sulle malattie genetiche.
L’iniziativa
Elephant Parade è un’iniziativa promossa da The Asian elephant foundation nata per sensibilizzare il pubblico sulla salvaguardia dei cuccioli di elefante indiano. L’idea nasce nel 2006 dagli olandesi Marc e Mike Spits, padre e figlio. In occasione di un loro viaggio in Thailandia i due visitarono l’Elephant Hospital. In questo ospedale assistettero all’arrivo dell’elefantino Mosha che aveva perso una gamba a causa di una mina antiuomo. Questo episodio ispirò Marc e Mike che, nel 2007, diedero vita alla prima edizione dell’Elephant Parade che vide come palcoscenico Rotterdam. Dopo la città olandese, Elephant Parade è approdata in altre importanti città europee come Anversa, Amsterdam, Londra, Heerlen e Copenaghen, raccogliendo più di sette milioni di euro, di cui più di quattro donati in beneficienza.
Oltre alla mostra, in programma fino al 15 novembre, il 22 Novembre – a Palazzo del Ghiaccio – sarà organizzata una serata davvero particolare che vedrà la partecipazione anche di molti personaggi illustri, legati al mondo dell’arte e non solo, per la raccolta fondi, attraverso un’asta battuta da Christie’s, a sostegno di The Asian Elephant Foundation e Fondazione Telethon.